Tadeusz Kantor
Tadeusz Kantor

Senza disporre di un titolo  – ciò per cui si può valutare il contenuto di uno scritto, in questo caso – m’imbarco su un foglio liscio, ignaro di quel che ne verrà.

Vado a tasto, cerco un appiglio.

E’ un tempo di apparente calma – superficie larga e schiacciata in cui raccolgo i fatti della quotidianità tenuti in caldo, ma raffreddabili per forza prima o poi – e con tutto quello che prende per le caviglie, le mani o per il collo con in su la testa, sembra non esserci modo di prezzare il mondo, svalutandolo a pressione non voluta o nemico da cui guardarsi.

Non piangere o ridere quindi? Magari incupirsi o sorridere, perdendo un livello più alto e altro che crei un’empatia migliore.

Il possibile s’ingegna poco nella spinta che affratella. E questo è il punto: non sentire di appartenere al gruppo familiare in senso largo e stare da soli quel tanto che basta per non sopportare e non escludere.

 

Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...