versailles

Agostino Arrivabene 3
Agostino Arrivabene

Mancato da tanto, in prima persona, da luoghi frequentati a morsi e fughe, per necessità virtuose, piaceri misti e doveri replicanti che quando ho creduto di rimetterci i piedi, la gola aveva già l’acqua per collana. Tra dondolii da spasmo, mi sono girato, pagina non casuale e inevitata. L’overture non ha spaccato e il primo atto, ora, ha uno sviluppo entusiasmante e cadute da riabilitare.

Si può pensare l’esodo e togliere lo scampanio delle opinioni a raggiera, senza fine. Dopo fai, come se entrassi nelle stanze di una casa, non tua, che vorresti e le attraversi.

Sirene chiamano intanto il tuo ulisse, non si sa mai.

Quindi il telo è steso e teso, pieghevole in tutte le metà possibili, poggiato nel disordine recidivo, dominabile. Dimore senza stucchi o specchi, piccoli vani invece edificati a gradi, porte di misura e forma varie e una corte senza prospettiva.

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