tagliar via

Agostino Arrivabene
Agostino Arrivabene

fino a undici, ma non basta se non sei convinto,
contare i respiri che non sanno,
risolvere col taglio

eppure m’importa tenere, tendere, tirare
se bastasse avere
e non s’impara mai la paura,
sempre si scatena il finimondo

una sera, si stava tranquilli troppo e un lampo premessa
e traccia ruppe i giochi ai quasi ragazzini
che tempo non ce n’era per stare fuori
e la casa era lontana

non capire è cosetta, più di tutto è sentire,
come al cinema da soli piangere per niente
per la scena

risolvere la questione facendo cadere peso e misura,
piano fermando il tempo dei non so,

passo, scordando i plurali
nell’imbuto dell’io singolare proprio mio
e ritorno su da dove sono sceso

bianco latte sporco

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4 thoughts on “tagliar via

  1. Anna Maria Curci 23 maggio 2015 / 04:42

    (ad imparar da capo la paura,
    ché non ti basta mai lo studio,
    ti sorprende e ti strega
    l’ultima apparizione)
    grazie

  2. tuttihannounnome 23 maggio 2015 / 07:42

    Molto bella. C’è anche l’omaggio alla Cavalli. Tutto compreso, anche i lampi inattesi.

  3. romeoraja 23 maggio 2015 / 15:17

    anche da soli, c’è sempre qualcuno . bellissima Vincenzo

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