casomai

Daniela Astone
Daniela Astone

 

ali ai piedi ed entra nelle case d’inverno

dove cucina vuol dire salotto, museo dell’essere,

guance rosse da camino e luci sparate

 

poi verdure rosse e verdi in cottura differita

quindi un dono alimentare per la sera,

ci si passa così il pensiero

come una sciarpa di raso in tasca

o una bici elementare al varo

chiavi perdute chissà dove,

prestate

 

non osare se non credi alle vertigini

fermati quando stai per toccare

e lasciati accadere,

non voluto

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6 thoughts on “casomai

  1. Antonio 22 gennaio 2015 / 08:13

    La vita ci accade addosso, “se non credi alle vertigini” non muovi i primi passi e tempo passando ti abitui a camminare dritto, fiducioso di volerlo. C’è poca gente nel museo dell’essere, pensano che il biglietto non valga la pena! Buongiorno Vincenzo, che il tuo museo sia sempre pieno di gente che prepara doni alimentari per la sera e grazie per questi versi.

    • Vincenzo Errico 22 gennaio 2015 / 19:38

      Gli scenari cambiano Lucia e il tempo pure coglie l’occasione di spezzare ritmi. Un abbraccio.

      • poetella 22 gennaio 2015 / 19:54

        spero in un cambio di scenario anche da me. Ché m sarei un po’ stufata de’ ‘sta scena!
        😉

        Bacio…

  2. Simonetta 30 gennaio 2015 / 20:42

    …ed è un quadro d’autore per chi sa riconoscerne e respirare odori e colori, sopiti. Gli stessi hanno tessuto pieghe dell’anima… Grazie per questa emozione

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