l’ira d’aprile

 

Yoel Díaz Gálvez
Yoel Díaz Gálvez

 

 

delle parole che furono resta un sì ripetuto due volte

una curva di corpo che implora

e la mannaia che spacca lo stelo, il fiore che siamo

 

 

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9 thoughts on “l’ira d’aprile

  1. Antonio 23 aprile 2014 / 06:29

    Quel sì riverbera in ogni fibra dello stelo, e la sostanza dello stelo è fatta di quei sì e la mannaia in definitiva ne è una prolunga. Caro Vincenzo ti abbraccio forte in questo che un poeta disse il più crudele dei mesi.

    • Vincenzo Errico 23 aprile 2014 / 07:49

      “… genera
      Lillà da terra morta, confondendo
      Memoria e desiderio, risvegliando
      Le radici sopite con la pioggia della primavera”
      Grazie Antonio-Eliot

  2. romeoraja 23 aprile 2014 / 07:38

    ho provato a dire due volte si, sembrava un no.

  3. Vincenzo Errico 23 aprile 2014 / 07:44

    queste righe, dedicate a mia madre malata, le cambio continuamente, ma il verso non trasforma nulla

    • Simonetta 4 maggio 2014 / 22:05

      Fortunata me, ti trovo… e spazio e tempo non annullano distanze…

      • Vincenzo Errico 5 maggio 2014 / 21:27

        Il regalo lo fai a me, anche se le congiunzioni di questo tempo sono fortemente tristi.

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