colpo di scena

Rebecca Kinkead
Rebecca Kinkead

posai la bicicletta al sole lungo il muro di casa

quella che tanto avevo frequentato prima

mi venne un po’ stridula la voce ma dissi il tuo nome

tua madre uscì in avanscoperta in un corridoio stretto

e mi annunciò

 

uscisti lento e grave

da dietro la porta dove eri seduto a guardare la tv

come chi in pensione attende l’ora del pranzo

 

ti vidi gonfio in faccia ma con gli occhi

di chi sa le secche delle stagioni

e fosti contento tu di dire il mio nome

 

ero passato dissi per un giro in bicicletta

e tu da attore sempre pronto replicasti

che della bici più non era rimasto neanche un raggio

 

me ne andai colpito

portandoti con me

sulla mia

di raggi piena

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10 thoughts on “colpo di scena

  1. Amedeo 10 giugno 2013 / 06:10

    Ciao Vincenzo, bellissima poesia.

  2. Romeo Raja 10 giugno 2013 / 10:14

    rimarrò a lungo pensando a quel titolo, la poesia invece il pensiero lo ha preso. bellissima.

    • Vincenzo Errico 10 giugno 2013 / 14:41

      Caro Romeo, il tuo acume “colpisce” e il titolo, a differenza di altre volte, non spiega cosa si andrà a leggere, o cosa si è letto. Pensavo di cambiarlo, ma ti dico come (non) sono arrivato a “colpo di scena”.
      Non vedevo da molti anni un amico che avevo allontanato perché lui non si faceva avvicinare. Un giorno, dopo tanto pensare, prendo la bici e mi presento a casa sua.
      Forse un “colpo” è qui, o più precisamente sta nel suo essere rimasto contento, mi è sembrato, di vedermi. L’ironia imprevista poi, più che di scena, oscena delle sue parole sui raggi mancanti alla sua bicicletta, ha colpito ancora me che avevo bici e raggi tutti interi.
      Al colpo mancava la scena?

  3. Doris Emilia Bragagnini 11 giugno 2013 / 10:20

    Una poesia bellissima che mi convince e mi emoziona non poco (non è che sia necessario emozionare ma lo fa). Questa poesia è una testimonianza, nel ricordo di un atto, Vincenzo, tra i più poetici che si possano immaginare. Cercare un amico -respingente- , a sorpresa… è una delle azioni più a portata di mano e di sogno (e di ideali) che si possano immaginare, eppure per pochi poeti del vivere (oltre che dello scrivere)! Bravo!

    Doris

    • Vincenzo Errico 11 giugno 2013 / 14:40

      Cara Doris, è vero quello che dici sulla testimonianza di un atto e ti ringrazio per tutto il resto, abbastanza lusinghiero per me. La poesia del vivere e quella dello scrivere sono interessanti riflessioni. Vedere il mondo, attraversarlo e se attraversi non stai più dov’eri prima. Questo mi piace.

  4. frantzisca 12 luglio 2013 / 07:19

    la meraviglia è in quella chiusa, almeno al mio sentire, quel portarlo con te, malgrado tutto…

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