notte

Pierpaolo Perrucci
Pierpaolo Perrucci

Parrucchiere per uomo. Insegne. Gli allocchi di una volta si sono spenti da soli. A quest’ora, si dorme spero, anche nelle corsie d’ospedale. La nave non va. Corridoi lunghi come attese d’esame. Mestrui e dolori vari parlano a gesti di sé e noi qui si sta a guardare, come di fronte a una rappresentazione di musica antica in un pomeriggio di sole forte. Sarebbe meglio non andare fuori vena. Già, che la sottile dottoressa lunga come una scopa quasi non me la scoppia la venazza per tirarmi il blood per il test epatitico.

*

Sospetto una lieve pungitura di zanz o’ara al piede destro. Quando la percezione ubica il pensiero che è, come dire, l’andirivieni del “mi sto facendo una sega col mio ego” già venuto ai piedi, come il latte a qualcuno altrove.

*

L’importante è spezzare quando è il caso. Soprattutto quando non si sa, o non si ha anche se si vorrebbe.

Poi non so come metterla col “volere è potere” di qualche maghello saggio, ma sfasato sempre da chi non vuole e vorrebbe volere, senza necessariamente dover potere la propria volontà.

*

Due vite: una per me, una con te.

 *

Non conosco il tuo Karma. Conosco il mio Coma però.

 *

Le parole mi sono nemiche e domani non verrò a trovarti in ospedale, se non lo vorrai.

*

E’ sempre il solito tragitto imperfetto che percorro, senza mai traguardare il primo, il massimo, il soprattutti e poco spazio resta per il comunque.

 *

Comunque vada. Sarà.

*

Tu ora forse dormi. Sono le 2.21. E’ domenica notte. E’ giugno.

 *

Dirti qualcos’altro vorrei, ma gli occhi si chiudono, nonostante il cuore alla fine dica che no, non è sonno.

Da questa casa, dove rimarrò altri dieci giorni, dopo sei anni, andrò via ospite per necessità da my sister.

*

Altro avrei voluto. Altro non ho fatto per meritarmelo

 *

Ti avrei dedicato un altro me, ma quasi sogno per il sonno di scriverti leggero, mentre rivolto le parole più fonde per rinfrescare.

*

In mezzo,

né di qua né di là.

(Roma, 18 giugno 2000)

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6 thoughts on “notte

  1. Fabrizio 5 maggio 2013 / 14:03

    E che bel mezzo, pero. Che bello spazio tra. E la foto anche.

    Un caro saluto.
    Fabrizio

    • Antonio 5 maggio 2013 / 17:43

      già, la foto, il Mantegna visto dall’altro lato! 😉

      • Vincenzo Errico 5 maggio 2013 / 20:24

        E’ vero, Antonio, la foto è un pò Mantegna-Pierpaolo.

  2. Doris Emilia Bragagnini 5 maggio 2013 / 19:53

    tanti piccoli attimi che riproducono capitoli e capitoli; questo il più rassicurante e nella sua essenzialità disarmante (bello leggerli tutti)

    *
    Comunque vada. Sarà.

    D.

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