diario del pomeriggio

Francesco Hayez - Venere scherza con due colombe - 1830
Francesco Hayez – Venere scherza con due colombe – 1830

Povera patria cantava nel 1991, ma dire che in parlamento ci sono delle troie è un’altra cosa. Sull’’argomento è tornato nel 2009 con Inneres auge, ma le canzoni sembra debbano essere canzoni. L’alieno alla politica Franco Battiato, assessore al turismo della Regione Sicilia, voluto dal Presidente Crocetta, politico alieno anche lui alla tendenza in uso, non ha guardato il pelo e ha detto che in parlamento ci sono delle troie. La politica si è indignata, le donne principalmente. Richiesta di scuse, precisazioni che non ritrattano. Contestualizzazioni delle frasi tipo nel precedente parlamento e in una certa area dello stesso, nelle due camere bagno e cucina. La metafora è stata interrogata, ma non ha spiegato molto. La sacralità del parlamento non è un dogma, soprattutto dopo anni di sceneggiate con mortadelle, cappi e fiaschi di vino, o dopo parlamentari che manifestavano il proprio pensiero su tutto e su niente con l’aggravante dell’offesa dei diversi da sé. Di solito, si glissava decontestualizzando e assolvendo con formula vuota tipo era una battuta. Forse il parlamento di oggi non è esattamente quello della volta scorsa, dove la vendita libera di sé per uno scranno di velluto rosso dava i suoi frutti a prescindere anche dal genere sessuale, ma che all’improvviso sia diventato tutto nuovo, puro e inattaccabile mi sembra discutibile ed è per questo che sono d’accordo con Battiato, il quale è stato dimissionato da assessore dal suo Presidente di Regione per buona pace di chi crede nelle cravatte istituzionali e istituzionalizzate.

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3 thoughts on “diario del pomeriggio

  1. Flora 29 marzo 2013 / 18:05

    Cantava anche ‘mandateli in pensione i direttori artistici, gli addetti alla cultura’. Quanto deve, o puo’, il pulpito cambiare la predica? Mmmm. Oppure: ahi.

    Che in parlamento ci siano – o ci siano state recentemente – delle troie e’ senza dubbio, ma a proposito di sacralita’ del parlamento, in questi tempi di anti-politica, non sarebbe meglio fare progetti piuttosto che mettere zizzania?

    E soprattutto ripeto: cambiar di pulpito non dovrebbe implicare una rinnovata attenzione alla natura della predica?

    Affettuosamente.

    Flora

    • Vincenzo Errico 3 aprile 2013 / 09:42

      Flora, essere perfetti non è degli umani e la manifestazione del proprio pensiero non sempre è una tessera giusta nel grande mosaico sociale. Ho visto Battiato in concerto a febbraio scorso e cantando “mandateli in pensione i direttori artistici, gli addetti alla cultura” ha indicato se stesso. Poi è pure andato via. Io lo credo libero e tendenzialmente coerente, oltre che imperfetto. Un caro saluto a te.

  2. Antonio 4 aprile 2013 / 08:58

    Richiamato da un comune amico spesso intemperante ai dualismi 😉 arrivo su questo post in ritardo…(troppo impegnativo the waste land anche per commentare, il racconto di Pierpaolo me lo gusterò con calma)
    Vedi caro Vincenzo, non si tratta di sbandierare ipocritamente la sacralità laica di un luogo della democrazia, si tratta affermare con forza che quel luogo è sempre stato laicamente sacro e che gli indegni personaggi che ci sono passati e che ancora ci sono non meritavano e non meritano di starci. Ben venga quindi uno stop alle derive anche di linguaggio proprio da chi meno te le aspetteresti, altrimenti la deriva sarà sempre più incontrollabile e non resterà più nessuna arena di credibilità. Una credibilità certamente indebolita ma che bisogna riguadagnare. Ha fatto bene Crocetta a sollevare Battiato dall’incarico ma resta il fatto che Battiato ha sentito l’urgenza di tale veemenza, dettata da una esasperazione che dovrebbe far pensare che in parlamento le puttane non bisogna portarcele! Posso non simpatizzare con Battiato per il suo approccio ieratico ma non è uno stupido, sarebbe un errore pensare che la sua accusa è solo una volgarità gratuita. Un saluto

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