diario del pomeriggio

Joe Coffey
Joe Coffey

 

Sospeso nel dondolio del vuoto, trapezista del venerdì, guardo giù, dove la rete ha maglie larghe e forti: quello sono io, in un corridoio piccolo di un piccolo super market di nome alta (la pubblicità è senza intenti), che ripassa la lista della spesa fatta, nel caso manchi un alimento necessario: stasera cena con parenti di Pierpaolo. Ripasso e sento sotto al piede destro scivolarmi un nastro di imballaggio che, come lingua di serpe, esce da una scatola di cartone vuota. Lo scivolare in realtà è tutto mio che mi piego con la fronte sul tappo di una peroni, prima di cadere a terra, e lì ho visto, con gli occhi degli altri, uno accasciarsi tra gli scaffali pieni di un super market di quartiere. Volevo cadere bene per alzarmi meglio e infatti mi aiutò un ragazzo che, è sua la colpa, riempiva scaffali di pasta lasciando scatole vuote con nastri adesivi tagliola. Nel retrobottega, le cure del caso: un pò d’acqua fresca per tamponare, dell’acqua ossigenata per disinfettare, un cerotto, un altro cerotto vicino al primo, che le ferite erano due, e una bottiglia piccola d’acqua naturale in omaggio. Uscii dal negozio con un terzo occhio, ma non vedevo altro che quello che vedevo.

Annunci

2 thoughts on “diario del pomeriggio

  1. Antonio 22 marzo 2013 / 18:07

    è andata bene, pensa se uscivi con un occhio in meno anziché guadagnarne uno! 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...