l’aggravante

 

Mattias Sammekull
Mattias Sammekull

 

Carico un mulo

per la prossima stazione

– ci sarebbe stato presto

se non fosse per un sacco d’orzo nero

che sciancò quell’animale –

e nel corso senza verbo

una farfalla si posò, sulla sua testa,

che la bestia stramazzò.

Lo schianto impenna orecchie –

sveglia come terremoto –

passa e chiude e mostra carte false

in un gioco che non smette,

l’aggravante mi sconcerta

e minaccia l’andatura

a due metri dallo stop.

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