sigismondo castromediano – memorie

Sigismondo Castromediano

 

“Ora in cui una parte d’ingrati Italiani disconosce donde nata la presente Italia e per qual sangue e per quali lagrime, e che, se fosse lor dato, la rovescerebbero dallo stallo in cui fu posta, altro non curando che il vantaggio che da quelle rovine sarebbe per emergere a pro di sé stessi e delle loro scapigliate passioni!… I miei furono altri tempi: di sacrifizio e disinteresse, di lotte accanite e incessanti, ma per l’altissima idea che in essi primeggiava, abbracciati e sostenuti d’accordo con tutti i virtuosi e le anime pure. Generazioni d’oppressi fu la mia, dannata alle catene e agli ergastoli, ma dove le migliaia dei costretti si sentivano eroi. Tempi di resistenza e di lotte, ma che confrontati ai presenti, li reputo belli quanto una poesia, perché si contrastava allora corpo a corpo colla tirannide, la qual si guardava fieramente nel viso e, avvinghiati dai suoi lacci, non si temeva, perché si aveva una fede viva e sincera e una speranza, che se pareva sfuggire ad ogni tratto, infine sapemmo una volta afferrare; fede e speranza che poscia mutate in realtà donammo lieti al paese – Oggi, allo strazio dell’anima concedete il dirlo, oggi è prosa, prosa, peggio che prosa.”

Memorie del Duca Sigismondo Castromediano (S. Tipografia Editrice Salentina – Lecce, 1895)

Castello di Cavallino
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4 thoughts on “sigismondo castromediano – memorie

  1. Antonio 17 luglio 2011 / 11:04

    Parole potenti che mostrano la caduta di oggi riflessa nelle memorie di ieri. Grazie per questa bellissima pagina.

    • Vincenzo Errico 17 luglio 2011 / 13:36

      Fa specie constatare i cicli della storia che si ripetono: magari potessimo oggi rifondare questo Paese con la forza delle idee e delle azioni in una direzione che sia opposta a questa che ci è toccata. Il rispetto delle leggi, per esempio, che a loro volta tengono conto delle persone libere che siamo e vorremmo essere e non l’imposizione di norme dettate da interessi lontani da quelli di tutti noi.
      Sono contento di un salentino come Castromediano.

  2. cristina bove 18 luglio 2011 / 11:33

    Proprio, così, corsi e ricorsi, e nulla cambia.
    C’è una tale fierezza in queste parole, una dignità eroica.
    Avercene, oggi.
    ciao
    cb

    • Vincenzo Errico 18 luglio 2011 / 16:49

      La dignità e per giunta eroica, oggi, è cosa da ottocento: dovremmo forse riconsideralo quest’ottocento…
      Un abbraccio

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