lisboa

Andrea Mantegna - Ritratto di uomo - 1460

Sorprendono le vivaci colline di queste case,

lungo un mare che però è fiume,

per le finestre ornate a centinaia

con mattonelle colorate

che già coprono le facciate.

Riflessi antichi negli angoli

e isole moderne della città

convivono senza stancare l’occhio,

cadendo in un passato di silenzio.

Pessoa, da morto, ha traslocato

al piano terra del chiostro del monastero

e Vasco da Gama giace invece nella chiesa,

accanto al suo ora muto biografo.

A me non riesce la poesia,

come si vede bene in queste stanze.

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2 thoughts on “lisboa

  1. neobar 6 marzo 2011 / 12:13

    Lisbona è una poesia, anch’io ci sono arrivato sulle tracce di Pessoa (ma anche di Tabucchi). Ho scritto anche dei versi che non mi hanno mai convinto, come se niente si possa dire di una città la cui magia è già stata catturata.
    abele

    • Vincenzo Errico 7 marzo 2011 / 08:11

      E’ vero, Abele, dire di Lisbona è difficile dopo quello che è stato detto, ma scrivere è un piacere, anche, ed è importante farlo e basta. Grazie e un abbraccio.

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