come un camminar accostato

 

Fiorenzo Tomea - Montanari (1956)

 

Ferite tostate come fiori da mangiare,

sorprese  imbandite come involtini rivoltati

dall’incerto atmosferico tempo,

a primavera iniziata.

Quel che tira nella vita

è la pretesa di non muoversi,

disastroso proteggere sé stessi

dalle intemperie di sé stessi,

 

come un camminar accostato

lungo le case degli altri,

in cerca di quella

che sembra difficile abitare.

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4 thoughts on “come un camminar accostato

  1. Antonio 9 ottobre 2010 / 10:00

    ‘pretesa di non muoversi’ ce lo concediamo mentendo di tanto in tanto…

    • Vincenzo Errico 9 ottobre 2010 / 10:17

      perciò si va, per contraddizione, lungo i territori degli altri in cerca…

      • Antonio 11 ottobre 2010 / 11:59

        già, per contraddizione e raffinata menzogna, che siano gli altri a non capire, mai io stesso.

  2. antonella 9 ottobre 2010 / 15:48

    Bella poesia, Vincenzo… Ma come faccio a inserire poesie qui? Abbraccio

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