Antonio Caputo: promemorie

Vincent Van Gogh - Uliveto, 1889 -

Cadono da rami torti d’ulivo
spasmi di dolore,
scivolano su lastricati lucidi
lisciati da passi stanchi. 

Vento caldo sfalda i muri,
polvere bianca di calce,
si deposita tempo lento
colmo di memorie. 

Clessidra di parole,
è sabbia di passato vivo
che passa per vicoli stretti
arsi dal sole. 

Come acqua sorgente
spacca la roccia
per perdersi dove
non può dimenticarsi. 

Mare increspato
di schiuma azzurra
specchio di una terra
che anela l’oblio.

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One thought on “Antonio Caputo: promemorie

  1. Vincenzo Errico 15 maggio 2010 / 13:57

    Bella poesia, Antonio.
    E’ vero che la mia ti ha evocato questi versi, ma è anche vero che questa tua poesia richiama “in tute le corti dei labirintici sud”.
    Le immaggini del luogo al quale si è legati emergono sintetiche e complesse allo stesso tempo con suoni, rumori, respiro, storie, percorsi e colori. E mi sembra che queste immaggini ce le culliamo per farle stare bene con noi e con esse fare i conti della vita che va.

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